Documenti d'Interesse

La documentazione disponibile nel seguente elenco raccoglie testi che non sono stati prodotti all'interno del Centro Takiwasi ma, per il loro soggetto e contenuto, sono molto correlati e affini alla ricerca che si svolge nel Centro.

1.
Ayahuasca, beta-carboline e le nuove frontiere terapeutiche

Autore: Adriana D’Arienzo, Giorgio Samorini

Pubblicato in Erboristeria Domani 399, p. 74-83, Novembre-Dicembre 2016

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La conoscenza tradizionale dell’Amazzonia ha conservato un particolare rituale sciamanico legato all’assunzione della bevanda ottenuta dalla decozione di parti aeree di Ayahuasca (Banisteriopsis caapi). L’incontro di questa pratica con lo studio fitochimico delle sostanze contenute negli estratti di questa liana ha generato una cascata di indagini farmacologiche-cliniche che hanno aperto promettenti squarci alla comprensione dei meccanismi alla base di alcune importanti patologie della modernità (depressione, patologie neurodegenerative, tossicodipendenze, forme tumorali), contribuendo ad aprire per esse vere e proprie nuove frontiere.

2.
L'Ayahuasca e il Miele. La medicina amara dell'Amazzonia nei rituali suburbani europei contemporanei

Autore: Antonio Todini

Tesi di Laurea Specialistica in Antropologia Culturale ed Etnologia, 2011.

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Il dottor Jacques Mabit1 nel 1992 fonda e dirige questo Centro di Riabilitazione di Tossicodipendenti e di Ricerca sulle Medicine Tradizionali nei pressi della città di Tarapoto, nell'Alta Amazzonia Peruviana, dedicato con successo all'esplorazione di alternative al trattamento di tossicomani attraverso l'associazione di psicoterapia contemporanea e l'uso rituale di piante psicoattive. Nei sei anni precedenti l'apertura del centro, Mabit e la sua equipe hanno svolto un lavoro di ricerca presso il dipartimento di San Martin (Perù), incontrando settanta curanderos ayahuasqueros della regione (Rio Mayo e Rio Huallanga), e alcuni di altre regioni del Perù (Pucallma, Iquitos, Puerto Maldonado), così come alcuni stranieri (da Brasile, Colombia, Venezuela, Ecuador).

3.
La dieta sciamanica amazzonica con piante europee

Autore: Giorgia Tresca

L’articolo originale è stato pubblicato in inglese nel blog The Ethnobotanical Assembly, giungo 2019, link: https://www.tea-assembly.com/issues/3/french-plant-spirits.

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Nella cosmologia sciamanica amazzonica le piante hanno padri e madri, spiriti con tratti e caratteristiche antropomorfiche, che sono rispettati per il loro potere di curare o danneggiare le persone. L’abilità di un guaritore è quella di riuscire a formare alleanze con gli spiriti delle piante e ricevere da essi la conoscenza. Un particolare e potente metodo per sviluppare questa relazione con le piante è attraverso l’ingestione di specifiche piante medicinali, che solitamente avviene in isolamento nella foresta per un certo periodo di tempo, mentre ci si astiene dal sesso e si osservano delle restrizioni alimentari.

4.
Le divinità allucinogene

Autore: Alain Daniélou

Articolo pubblicato nella rivista Altrove, Società Italiana per lo Studio degli Stati di Coscienza, anno 2019. Traduzione dallo spagnolo dell'articolo "Las divinidades alucinógenas", pubblicato nella Revista Takiwasi Nº1, 1992.

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Nella gerarchia della creazione, i diversi aspetti della materia e della vita corrispondono a codici e formule che si manifestano principalmente in esseri sottili, spiriti, geni, angeli o demoni che governano i diversi aspetti della creazione e si incarnano in sostanze, piante, animali, insetti, microrganismi che rispondono agli stessi codici. Esiste quindi una parentela tra alcune piante, animali, batteri e alcuni tipi di uomo, tra questi appaiono affinità, forme di comprensione, cooperazione, dipendenza reciproca o, al contrario, antinomie.

5.
L’immaginazione terapeutica nello sciamanesimo amazzonico

Autore: Luis Eduardo Luna

Pubblicato nella Rivista Altrove, vol. 1, pp. 105-114, 1993.

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Antropologo finlandese che da tempo svolge ricerche sul campo sull’utilizzo dell’ayahuasca presso le tribù dell’Amazzonia peruviana, in questo articolo l’autore analizza l’uso della bevanda nei contesti magico-terapeutici, nei quali il vegetalista, l’esperto di piante medicinali, ma anche delle esperienze visionarie indotte dall’ayahuasca, svolge le funzioni di sciamano. Luna rivolge particolare attenzione al ruolo dell’immaginazione usata come ‘visualizzazione’ dell’atto terapeutico e conclude osservando come l’uso tradizionale delle piante psicoattive offra interessanti tracce sulle potenzialità di una vivida immaginazione al servizio di possibili fini terapeutici o di autocura.

6.
Psicopatologia della dipendenza. Percorso d’indipendenza dalla terapia sostitutiva alla terapia psichedelica, in occidente e nelle pratiche tradizionali

Autore: Giulia Tantini

Tesi di laurea magistrale, Facoltà di Psicologia, Università degli Studi Guglielmo Marconi, Roma, Italia, 2018.

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Il primo problema che si incontra nella trattazione delle dipendenze è di tipo terminologico, a causa della forte valenza evocativa che spontaneamente oggigiorno suscita una discussione sul fenomeno delle droghe. Pressoché ogni sostanza immessa nell’organismo, per via inalatoria, transcutanea, enterale e parenterale, è assunta, volente o nolente, perché produce effetti sul nostro sistema nervoso e sull’organismo in generale. Da un punto di vista evolutivo, la conoscenza delle risorse botaniche, animali e minerali offerte dalla natura, muove sia dalla stretta sopravvivenza e dall’adattamento all’ambiente, sia dalla spinta esplorativa, verso l’altro, il non conosciuto. Tra gli effetti di tali prodotti naturali, abbiamo imparato a distinguere i vari tipi di nutrimenti a seconda della funzione che essi svolgono: cibo buono o cibo cattivo, secondo le condizioni della persona e il suo intento, perché la possibilità curativa e l’intossicazione dipendono dall’effettivo uso della sostanza, considerando effetti primari e collaterali.

7.
Ritorno all’animismo

Autore: Antoine Fratini

Appunti sulla lettura del libro “Medici che incontrano gli spiriti”, Aprile 2021.

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Alberto Dubbini, professore di scienze naturali ed esperto di religioni, ha scelto di incentrare il suo libro sulle esperienze di tre medici fuori dall’ordinario. Nel corso delle pagine queste storie uniche lasciano intravedere punti in comune molto significativi che illuminano il lettore sulle pratiche terapeutiche tradizionali dei popoli dell'Africa centrale e dell'Amazzonia peruviana.

8.
Tristi gli psico-tropici? A proposito di Jean-Loup Amselle e della “febbre dell’ayahuasca” nella foresta amazzonica

Autore: Stefania Consigliere, Piero Coppo

Pubblicato in Erreffe - La ricerca folklorica, 67/68, 287-302, aprile-ottobre 2013.

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Jean-Loup Amselle, antropologo ed etnologo di fama internazionale, conosciuto per i suoi lavori sulle questioni dell’identità, del metissaggio e del multiculturalismo, ha pubblicato nell’ottobre del 2013 un volume intitolato Psicotropici e dedicato alla “febbre dell’ayahuasca nella foresta amazzonica”. L’intenzione dell’autore, chiara fin dalle primissime pagine e continuamente ribadita, vale un lungo commento. Ancor più dei contenuti etnografici che presenta, infatti, il suo testo è rilevante per i problemi, le questioni e le domande che suscita; nonché per il preciso posizionamento che prende nel campo vasto dei rapporti fra Occidente e resto del mondo.

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