Articoli prodotti da Takiwasi

La documentazione disponibile nel seguente elenco è una raccolta del materiale prodotto dal Centro Takiwasi durante i suoi anni di ricerca.

1.
Ayahuasca e sciamanismo nel trattamento delle tossicodipendenze

Autore : Michel Mabit

Pubblicato: Revista Altrove nº5, 1998, pp. 103-108.

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Tentare di curare la dipendenza dalle droghe con l’uso rituale di ayahuasca, una bevanda psicotropa, potrebbe sembrare folle o per lo meno molto audace. Quando Takiwasi (Centro per la Riabilitazione delle tossicodipendenze e per la Ricerca sulle medicine tradizionali) nacque nel settembre 1992 a Teraporto, Perù, l’idea dei fondatori era quella di studiare e utilizzare in maniera sistematica le conoscenze dei guaritori sciamanici amazzonici allo scopo di curare i tossicodipendenti. La ricerca in corso da tre anni e mezzo sembra essere una terapia alternativa efficace, a basso costo e culturalmente adattabile. I risultati iniziali sono incoraggianti.

2.
Ayahuasca, passato, presente e prospettive

Autore : Rosa Giove

Artícolo pubblicato in spagnolo in Revista Pueblo Continente Vol 23, No 1 (2012), p. 82-85. Tradotto all'italiano da Fabio Friso.

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Sin da tempi remoti la bevanda ayahuasca è stata usata dai numerosi gruppi etnici del versante occidentale del bacino amazzonico. Si stima che 72 gruppi etnici di questa area geografica l’abbiano utilizzata per modificare il loro stato ordinario di coscienza, con finalità religiose, terapeutiche e di affermazione culturale. La sua importanza è dimostrata dall’ampia diffusione del suo uso e dall’esistenza di 42 nomi diversi per identificarla, così come dalle varie forme di preparazione e consumo che sono vigenti ancora oggi all’interno dei gruppi etnici e meticci.

3.
Ayahuasca: tossicità e limitazioni d'uso

Autore : Jacques Mabit

Estratto dal rapporto peritale preparato per il caso Manto Wasi e presentato oralmente alla Corte Penale di Santiago del Cile nel 2012.

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Vorrei innanzitutto ricordare che il corpo umano secerne una propria "endo-ayahuasca" e quindi l'assunzione di ayahuasca riproduce semplicemente un meccanismo fisiologico naturale dell’essere umano.

4.
Coca e Ayahuasca, stesso destino?

Autore : Jacques Mabit

Articulo originale pubblicato in francese: Mabit, J. (2018). Coca et Ayahuasca, une même destinée? Revista Cultura y Droga, 23 (25), 15-32. DOI: 10.17151/culdr.2018.23.25.2. Basato sulla conferenza presentata alla “World Ayahuasca Conference”, Río Branco, Brasile, Ottobre 2016.

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Il Perù, dopo essere stato il luogo in cui è sorta la magnifica civiltà Inca anche grazie alla sapienza fornita dalla foglia di coca, è divenuto in seguito il primo produttore mondiale di derivati tossici di questa pianta profanata. Ai giorni nostri, ancora una volta, le foglie di coca tornano utili per permettere di curare la dipendenza dalla cocaina, come dimostrato dall'esperienza del Centro Takiwasi. Allo stesso modo, da qualche decennio è stato scoperto il potere curativo dell’Ayahuasca e in breve tempo il suo utilizzo è esploso in tutto il mondo. L’accelerata desacralizzazione di questa medicina raggiungerà gli stessi estremi del mal utilizzo della coca? Cosa può insegnarci il cammino seguito con la coca in relazione all'uso dell’Ayahuasca? A cosa ha risposto l’uso della coca in Occidente e a che cosa risponde oggi l'utilizzo dell’Ayahuasca?

5.
Considerazioni suIla bevanda ayahuasca e prospettive terapeutiche

Autore : Jacques Mabit, José Campos, Julio Arce

Pubblicato: Rivista di Neuro-Psichiatria nº55, 1992.

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L'estratto acquoso di Banisteriopsis Caapi, Psychota Viridis e Brugmansia Sp., meglio conosciuto come Ayahuasca dalle proprietà purganti e psicotrope, costituisce l'asse centrale della tradizione sciamanica nella foresta amazzonica. Studi antropologici, psicologici e fitochimici dimostrano come questa bevanda, a condizione che venga somministrata cautelamente, possa essere ulilizzata per il trattamento della tossicodipendenza e di alcune patologie mentali.

6.
Guarigione e apprendimento con la dieta sciamanica dell’Amazzonia

Autore : Matteo Politi

Pubblicato nel blog AyahuascaInfo, 21 marzo 2019. Articolo originale pubblicato in inglese nel blog Chacruna.net. Traduzione all’italiano: Simona Adriani.

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Lavorare come Direttore della Ricerca in Takiwasi, un centro pionieristico per la riabilitazione dalla dipendenza da droghe e per la ricerca sulle medicine tradizionali, situato nella selva alta Peruviana, mi ha dato la possibilità di avere un contatto di prima mano con le pratiche ancestrali note come “dieta”. Queste diete consistono in un ritiro in isolamento durante il quale si assumono in modo ritualizzato alcune specifiche piante della flora locale – che sono ritenute alla stregua di veri e propri insegnanti – il tutto accompagnato da una specifica dieta alimentare e norme fisiche e psicologiche restrittive. Nell’approcciare le sfide della salute mentale, tra cui la dipendenza, il centro Takiwasi combina con successo la psicoterapia, la medicina convenzionale Occidentale, e la Medicina Tradizionale Amazzonica (TAM), in cui la dieta rappresenta una delle pratiche terapeutiche più importanti del suo protocollo unico.

7.
I pericoli spirituali dell’ayahuasca

Autore : Jacques Mabit

Pubblicato in Ayahuasca Curandera, blog per un uso responsabile dell’ayahuasca. Titolo originale in spagnolo “Los peligros de la Ayahuasca”, pubblicato nel blog Chamanismo para Todos.

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Sfortunatamente ci sono pochi scritti sui pericoli dell’ayahuasca perché si preferisce difenderla, già che è tanto attaccata dall’establishment, valorizzandola, e far conoscere i rischi potrebbe apportare argomenti alle persone che sono contro. D’altra parte le conseguenze spirituali ed energetiche non sono sempre evidenti a prima vista e si tende quindi ad negarle.

8.
Il viaggio del paziente Takiwasi

Autore : Michel Mabit

Pubblicato: Revista Altrove nº5, 1998, pp. 109-117.

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Il viaggio del paziente inizia quando egli si presenta al Centro per l'enunciazione delle regole. Come prova preliminare della sua volontà egli deve venire a Takiwasi solo, senza essere accompagnato dai membri della famiglia, tutti i giorni per otto giorni. Parlerà poi con un terapeuta e assumerà la prima purga (magnesia e latte di cocco).

9.
L'alternativa della saggezza indigena al "tutto o niente" terapeutico

Autore : Jacques Mabit

Articolo pubblicato in francese: Jacques Mabit, L’alternative des savoirs autochtones au « tout ou rien » thérapeutique, Psychotropes, Vol. 7 2001/1, p. 7 à 18. Traduzione all’italiano: Fabio Friso.

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Alla goffaggine con cui l'uomo occidentale tenta di indurre alterazioni alla propria coscienza, le medicine ancestrali rispondono con una conoscenza sofisticata, in cui non solo l'induzione controllata di stati di coscienza non ordinari non è dannosa. ma rende anche possibile affrontare lo sviluppo moderno del fenomeno della tossicodipendenza. Sulla base della sua esperienza clinica nell'Alta Amazzonia peruviana, l'autore offre una testimonianza delle risorse terapeutiche contenute in un saggio uso delle piante medicinali, comprese quelle con effetti psicotropici non assuefacenti, come la famosa liana ayahuasca. L'allestimento, all'interno di una struttura di accoglienza, di un dispositivo terapeutico che articola le pratiche autoctone e la psicoterapia contemporanea, consente di ottenere risultati molto incoraggianti (positivi per 2/3 dei pazienti), al di là del contesto culturale da cui provengono sia tossicodipendenti che terapeuti. Ciò invita a riconsiderare gli approcci convenzionali verso l'introduzione della nozione universale di iniziazione, dimenticata in Occidente, e verso la quale sembra tendere il tossicodipendente attraverso la sua ricerca ordalica.

10.
Marijuana: angelo o demonio?

Autore : Jacques Mabit

Pubblicato nella Rivista Takiwasi, N° 5, pp 63-77, Tarapoto, Perú, 1997. Traduzione dallo spagnolo di Francesca Micheli.

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La Marijuana (Cannabis sativa) è divenuta nei nostri giorni un tema costante di dibattito che ripropone esattamente lo scontro tra i partigiani della liberalizzazione totale del consumo di sostanze psicoattive da una parte e gli oppositori alla piena tolleranza dall'altra. Queste due posizioni opposte ci portano a dover scegliere quasi automaticamente tra due opzioni “chiuse”: la prima che si nasconde pudicamente dietro il velo della tolleranza, della libertà e di un avvicinamento quasi “angelico” all'“erba”; la seconda che demonizza qualsiasi cambiamento indotto degli stati di coscienza ed evoca inorridita le cifre effettivamente agghiaccianti della tossicodipendenza nel mondo. Chi prova a pronunciarsi su questo tema rischia di essere preso o per un esecutore incaricato dall'“establishment” di difendere l'ordine morale o per un irresponsabile nostalgico della fantasia hippy incapace di affrontare le sfide del mondo moderno.

11.
Sciamanesimo amazzonico e mondo occidentale: tra l’incitamento e l’avvertenza

Autore : Jacques Mabit

Articolo pubblicato in francese in due opportunità. Dapprima nella Rivista SYNODIE: Sulla strada insieme, "Il transpersonale?", Gruppi di Ricerca e di Studio in Terapia Transpersonale (GRETT), Ed estate 2005, pp. 26-31, stampato in Romania, 2005. In seguito, nella rivista Nouvelles Clés (dicembre 2005). Traduzione dal francese: Fabio Friso.

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Dal piccolo rifugio nell'Alta Amazzonia dove vivo da quasi 20 anni, osservo un'ondata sempre più grande di occidentali desiderosi di avvicinarsi alle pratiche delle medicine tradizionali dell'Amazzonia. Essendo stato io stesso uno degli iniziatori di questo movimento, non posso fare a meno di esitare tra la soddisfazione e l'orrore per questa mania per quello che ora è conosciuto come "sciamanesimo", vocabolo inappropriato dal punto di vista antropologico. La progressiva acquisizione di consapevolezza da parte degli occidentali della grave assenza di sacralità nella loro vita quotidiana e l'audacia di alcuni di loro che li conduce fino all'altro capo del mondo alla ricerca di un rinnovamento della loro spiritualità, mi sembrano elementi portatori di speranza. Allo stesso tempo, la capacità tipicamente occidentale di trasformare tutto in un prodotto di mercato, persino la spiritualità, incute timore. Assistiamo oggi ad massiccio sbarco di cittadini dei paesi del nord del mondo negli angoli più isolati delle foreste, montagne e deserti del Perù, e altrove, per trovare lo "sciamano" ancora "vergine" che li riconcilierà con loro stessi. E qui le cose sono diventate più complicate da quando il movimento è iniziato nella direzione opposta con lo spostamento degli "sciamani" verso l'Europa, dove i bianchi si presentano come iniziati e capaci di sostituire i maestri nativi.

12.
Sinchi, Sinchi, Negrito: uso medicinale del tabacco nell'alta Amazzonia peruviana

Autore : Jacques Mabit, Rosa Giove

In stampa per la Fundación Desde América, Buenos-Aires, Argentina. Traduzione dallo spagnolo: Fabio Friso.

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La connotazione negativa del tabacco nella società contemporanea comporta il rischio di ridurre questa straordinaria pianta medicinale a una piaga da estirpare. Questa stigmatizzazione deriva dall'ignoranza dell’uomo moderno riguardo l’uso corretto e ritualizzato di questa pianta considerata sacra da tempo immemorabile in tutta l'America. I meccanismi riduzionisti del pensiero positivista-razionalista portano alla profanazione della dimensione spirituale di ogni atto di autentica guarigione e, specialmente nel caso del tabacco, trasformano questo rimedio in un veleno. Il tabacco, "un potente mediatore tra gli esseri umani e gli dei", può svolgere un ruolo curativo essenziale, in particolare nei processi psicoterapeutici e nella ricerca di risposte alle urgenti questioni esistenziali della modernità. I gruppi etnici dell'Amazzonia posseggono una pratica empirica fondamentale e una conoscenza ancestrale dell'uso corretto e adeguato del tabacco, e questa si è mantenuta fino ad oggi. Per 25 anni, gli autori, entrambi medici, hanno esplorato l'uso tradizionale del tabacco nei villaggi dell'Amazzonia peruviana, compresa l'osservazione partecipativa seguendo le indicazioni dei maestri tabaqueros. Sulla base di questa esperienza, hanno introdotto l'uso del tabacco nella loro pratica terapeutica, specialmente diretta a pazienti tossicodipendenti in trattamento residenziale nel Centro Takiwasi, di cui sono co-fondatori. In questo articolo propongono la loro riflessione su questa pianta curativa di primissimo livello, scoprendo potenziali terapeutici incoraggianti per il futuro.

13.
Vite cambiate

Autore : Swiatoslaw Wojtkowiak

Queste testimonianze sono state raccolte da Swiatoslaw Wojtkowiak nel giugno 2017 e pubblicate in inglese sul suo blog http://blog.swiatoslaw.com/?cat=449 con l'autorizzazione delle persone coinvolte. Giugno 2017, Centro Takiwasi, Tarapoto, Perù. Traduzione dall’inglese: Fabio Friso.

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Le testimonianze dei pazienti e dei lavoratori di Takiwasi, un centro con sede a Tarapoto, in Perù, in cui l'ayahuasca e le tecniche psicoterapeutiche sono utilizzate per curare la dipendenza da sostanze stupefacenti.

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